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PENTEMA 2017 |Ritrattoinnatura

IL VECCHIO TROGOLO DELL'ARBIO

Pochi metri prima di arrivare al paesino di pentema, non si puo' che notare il bellissimo Trogolo detto dell'arbio. Il trogolo e' una vasca,solitamente di forma rettangolare che in campagna viene costruita generalmente all'aperto e serve per lavarvi i panni e gli ortaggi.Nei Trogoli e' quasi sempre presente,un tubo caratteristicamente arruginito ,posto in muratura o incastrato fra 2 pietre,dove fuor esce sempre un filo d'acqua.Trogolo (forma letteraria: truogolo) è un termine di origine longobarda che sta' ad indicare questa specifica creazione.

IL TROGOLO;

IL VECCHIO TROGOLO , IN UNA SCENOGRAFIA DURANTE IL PRESEPE

LA SCUOLA ;

O MEGUN;

Il Medicone

Gia nel 1830, durante il Regno di Sardegna, fu dato mandato al cappellano di Pentema di provvedere all'insegnamento scolastico.Col Regno d'Italia fu istituita la scuola pubblica e da allora fino al 1966 l'insegnamento fu tenuto da maestre che venivano a risiedere nel paese.Nel presepe l'aula e' una ricostruzione dei tempi passati,mentre invece i banchi e molti arredi sono gli originali dell'ultima scuola.(A destra una fotografia degli alunni che frequentarono le lezioni dell'anno 1925-26).

IL CESTAIO ;

REPORTAGE

PENTEMA,NOTIZIE E CURIOSITA'

PENTEMA

Terra Dei Traverso e

Bevilacqua

Il saper fare buoni canestri era di grande importanza sia per l'uso famigliare che per la vendita alle fiere.Ogni canestro aveva per forma e dimensioni un suo uso specifico:per i prodotti dell'orto e la frutta il (Cavagno), per il trasprto a spalla delle patate o altro la (Cuffa) o la (Corba).DEFINIZIONE DI CAVAGNO;Sorta di grande paniere, in forma di parallelepipedo rettangolo o anche diversa, intessuto di vimini o di strisce di castagno o di salici, che può servire per varî usi, ma spec. per portare o riporre, in campagna o ai mercati, frutta, verdura o altro; anche, soprattutto in passato, quel paniere con cui i garzoni dei fornai portavano alle case o ai rivenditori il pane e altri generi alimentari. DEFINIZIONE DI CORBA;Recipiente intrecciato di grossi vimini e rami di castagno, con due manici, che serve a trasportare carbone, calce viva e simili materiali.

Il (Medicone di Pentema) aveva trascorso una vita avventurosa in Inghilterra e in America del Sud.Era ritornato in paese con un bagaglio di cognizioni empiriche che , accompagnate da predisposizione naturale e da doti carismatiche,gli permisero di operare guarigioni fornendo intrugli,erbe e formule magiche.Traeva sopratutto le sue conoscenze dalle letture dei libri di (Dioscoride),Medico Greco del primo secolo e del Mattioli,Naturalista del XVI secolo.

BATTITURADELLA FALCE

Gli attrezzi peril taglio del grano e dell'erba erano preziosi per l'attivita' agricola e la cura del loro filo era molto importante.La ( "messuia" e la "scuriatta" falcetto e falce) venivano affilate battendole con la martelin-na.Durante l'uso il filo degli attrezzi veniva ripreso con la ("cudda" cote),portata alla cintola dentro il corno con l'acqua.DEFINIZIONE DI COTE;Arnese per affilare, formato da un pezzo di pietra abrasiva naturale (in genere talune rocce sedimentarie più o meno ricche di silice), molto dura, a grana più o meno fine, tagliato in forma di prisma, cilindro, cono; si adopera bagnandola e passandola ripetutamente, in posizione obliqua, sulla parte tagliente dell’oggetto da affilare.

LA BATTITURA DELLA FALCE , IN UNA SCENOGRAFIA DURANTE IL PRESEPE

IL FALEGNAME ;

La costruzione di quanto serviva all'arredo della casa veniva fatta quasi esclusivamente in paese utilizzando il legno di Castagno. Gli oggetti principali erano: (Banche',Cascette,Meisie,Vascelee,Letti) e quant'altro occorresse.DEFINIZIONE DI BANCHE',Cassoni per contenere farina,granaglie e castagne secche.DEFINIZIONE DI CASCETTE',Cassoni piu' piccoli usati per la biancheria.DEFINIZIONE DI MEISIE',Madie per impastare.DEFINIZIONE DI VASCELEE',Piattaie.

LA VEGLIA CONTADINA;

La coltivazione del granoturco era molto importante perche' la polenta era un alimento quasi quotidiano.A settembre,dopo il raccolto e dopo essere state arsuie al sole,le pannocchie venivano aperte e sgranate.Lo si faceva di sera durante la veglia cosi il lavoro diventava un allegro momento di ritrovo fra le famiglie per chiaccherare e raccontare fatti, avvenimenti e favole del passato.Alcuni contadini della valle,suonando i loro strumenti,trasformavano le veglie in occasioni di festa.

LA CUCINA ;

La cucina era il locale piu' importante della casa dove si svolgevano la vita della famiglia e tutte le attivita' casalinghe.il pavimento,al contrario degli altri ambienti,era formato da "ciappe" di pietra e il fuoco era acceso direttamente per terra al centro della stanza;solo in seguito si utilizzo' la stufa di ghisa a 2 bocche.Il soffitto della cucina era formato da un graticcio di legno al di sopra del quale,nell'autunno,venivano poste le castagne per l'essicazione.Cosi' con un solo fuoco si ottenevano tre scopi: si essicavano le castagne,si preparavano i pasti e ci si riscaldava.Attorno al focolare c'erano le panche,quasi unici sedili di questo locale,alle pareti alcune mensole con gli oggetti di uso piu' comune.Il pasto si consumava seduti sulle panche tenendo il piatto in mano. Alcune panche avevano al di sotto gli sportelli per conservare le cose piu' preziose come l'olio,lo zucchero e il rarissimo caffe'.Il locale cucina veniva denominata "au fogu" in contrapposizione a "de la'" che era l'ingresso dove si tenevano le stoviglie contenute nella vascelea (la piattaia),a volte un tavolo e il banco con i secchi dell'acqua e la "seggia" alla quale stava sempre appeso un coppo per attingere l'acqua per bere e qualsiasi altro uso.

LAVORI DI CASA ;

Le donne,dopo il lavoro nei campi e nelle aie,svolgevano i lavori domestici.Quasi tutti i giorni c'erano da impastare lasagne o taglierini (Tajen) che si condivano di solito col pesto aggiungendo fette di patate.Anche gli indumenti erano cuciti in casa,si confezionavano maglie,scialletti e calze invernali,che risultavano in genere molto ruvidi,utilizzando la lana delle propie pecore che le donne filavano alla rocca.

IL RITORNO DALLA FIERA;

La fiera era un avvenimento molto importante,occasione di scambi,diacquisti,di incontri con parenti ed amici dei paesi vicini e per gli uomini ,occasione di amicali libagioni nelle osterie.Per chi abitava a Pentema le piu' importanti erano quelle che si svolgevano a Torriglia: quella "de Mazzu",quella di San Michele e la fiera di San Martino,tutte di merci e bestiame.Alla fiera si recava spesso tutta la famiglia ed era un momento di grande festa.Per i bambini c'era la "resta" di nocciole e per tutti gli immancabili "marunsini"

LA NONNA RACCONTA ;

La sera dopo cena,durante le veglie,i nonni raccontavano tante storie antiche e a loro dire autentiche.I bambini ascoltavano con interesse e curiosita'.Erano le storie della Riundetta,che era una strega,o dell'uomo Buricca,che era l'uomo nero,oppure quella di due occhi rossi che ti guardavano la notte passando sul ponte del Rian dello Scagno,oppure quella truculenta dell'oste che cucinava lo stufatino con carne umana,o del cane che si trasforma in diavolo,...e poi chi poteva dormire?!Le nonne invece insegnavano i buoni comportamenti,le preghiere,la buona educazione e le storie di bambini virtuosi.

LA FAMIGLIA;

Sotto lo stesso tetto vivevano piu' generazioni e tutti collaboravano per il buon andamento della famiglia.Durante l'inverno le donne avevano il tempo di cucire e filare,gli uomini si dedicavano ai piu' svariati lavori artigianali per arrotondare le entrate della famiglia.Nella cucina il fuoco era acceso quasi tutto il giorno per la polenta o per la minestra di castagne o di cavoli,per fare il formaggio o per far cuocere la "zutta"(beverone per le mucche). Nello stesso tempo il calore faceva seccare le castagne messe sopra il soffitto a graticcio (Seccaisu).

IL MATERASSAIO;

A Pentema c'era anche il materassaio, detto "Battilama" perche' anticamente usava due bastoni legati assieme per battere la lana e renderla soffice.Piu' tardi si uso' la "scarlassa" che rendeva il lavoro meno faticoso.

IL FORNAIO;

Il pane veniva fatto in casa con la farina di produzione propia,ma all'inizio del secolo una delle botteghe apri' anche un forno per il pane.Alla vigiglia delle feste le donne portavano al fornaio torte e canestrelli per la cottura.Nelle strade si spandeva un dolce profumo.

PENTEMA

Notizie e Curiosita'

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