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NEUROPTERA SCHEDA INFORMATIVA

ORTOTTERI

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NEUROTTERI

FOTOGRAFIE

1 INTRODUZIONE Emitteri Superordine di insetti caratterizzati da un apparato boccale pungente e succhiatore, costituito dai due ordini degli eterotteri (i cui membri più noti sono le cimici) e degli omotteri (tra i più comuni, le cicale e gli afidi). Il gruppo comprende circa 50.000 specie, la maggior parte delle quali, considerate tra gli insetti più nocivi all’agricoltura, si nutre della linfa delle piante; soltanto alcuni emitteri sono parassiti di vertebrati (ematofagi, come le cimici dei letti), o predatori di altri insetti, come i reduvidi, utili strumenti per il controllo biologico di altre specie nocive.2 CARATTERISTICHE FISICHE L’apparato boccale di tutti gli emitteri, adatto a pungere e succhiare, comprende un rostro munito di stiletti sottili che corrono paralleli al labbro inferiore. Questo tipo di apparato si presta a succhiare la linfa delle piante, principale alimento della maggior parte di questi insetti. Negli eterotteri, la metà basale dell'ala è solitamente ispessita in modo simile alle elitre dei coleotteri, mentre la metà superiore rimane membranosa; negli omotteri, invece, le ali sono interamente membranose. Alcune specie, in particolare i cimicidi (cimici) e i pentatomidi (dal corpo esagonale) possiedono ghiandole odorifere che secernono sostanze maleodoranti. 3 RIPRODUZIONE E SVILUPPO La metamorfosi della maggior parte degli emitteri è incompleta, ossia consiste semplicemente in una serie di mute successive che permettono l’aumento di dimensioni della larva, già molto simile all’insetto adulto, e l’acquisizione delle ali. I metodi di riproduzione di alcuni emitteri sono insoliti e complicati. In alcune specie di afidi, ad esempio, le uova che si schiudono in primavera danno luogo a femmine prive di ali che si moltiplicano per partenogenesi, ossia per riproduzione asessuata, senza l'intervento dei maschi. Dopo un certo numero di generazioni, le uova danno origine a femmine alate che volano su una specie vegetale diversa da quella su cui sono vissute le generazioni precedenti, e che ricominciano a produrre femmine prive di ali. A stagione inoltrata nascono femmine alate che fanno ritorno alle piante ospiti originali. Solo alla fine della stagione vengono prodotti individui maschili e femminili che si riproducono sessualmente. Le uova derivanti dall'accoppiamento di questi insetti rimangono dormienti per tutti i mesi invernali e si schiudono nella primavera successiva, dando inizio a un nuovo ciclo.4 SPECIE RAPPRESENTATIVE Gli eterotteri vantano sia forme terrestri che acquatiche; tra le prime, i membri delle famiglie dei pentatomidi, dei ligeidi e dei tingididi sono fitofaghi (si nutrono di piante). I cimicidi, prima fra tutte la cimice dei letti (Cimex lectularius), si nutrono invece del sangue dei vertebrati. Tra gli eterotteri acquatici, i generi Ranatra e Nepa contano membri di dimensioni assai minute. I membri della famiglia belostomidi, invece, comunemente noti come cimici d'acqua, possono raggiungere dimensioni notevoli: in alcuni casi, superano addirittura i 10 cm di lunghezza. L’ordine degli omotteri comprende esclusivamente forme terrestri. Le cicale sono riunite nella famiglia dei cicadidi; i pidocchi delle piante nella famiglia degli afidi; le cocciniglie, caratterizzate da un rostro particolarmente lungo, nella famiglia dei coccidi. Classificazione scientifica: Gli emitteri costituiscono un superordine della classe degli insetti, phylum artropodi, costituito dai due ordini degli eterotteri e degli omotteri.

EMITTERI

DITTERI

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"Scheda informativa, Neurotteri"

Neuroptera è un raggruppamento eterogeneo di Insetti olometaboli (Pterygota Endopterygota Oligoneoptera) e rappresentano l'unico ordine della sezione Neuropteroidea. La definizione sistematica è controversa: diversi Autori propongono infatti l'elevazione di questo ordine ad un rango tassonomico superiore, elevando a loro volta i sottordini al rango di ordine. Da un punto di vista evolutivo rappresentano le forme più primitive degli Olometaboli e mostrano affinità morfologiche con l'ordine degli Odonata che fanno presupporre una relazione filogenetica .ADULTII Neurotteri hanno un corpo generalmente di medie o piccole dimensioni, talvolta di grandi dimensioni, dall'esoscheletro poco consistente e dalla livrea poco vivace.Il capo è libero e mobile, talvolta privo di ocelli, e con antenne relativamente lunghe. L'apparato boccale è masticatore, in alcune specie con leggere modifiche rispetto a quello tipico, come ad esempio l'eccezionale sviluppo delle mandibole. I lobi interni del labbro inferiore sono fusi a formare la ligula.Il torace è relativamente allungato, in particolare per lo sviluppo in lunghezza del protorace. Le ali sono quattro, trasparenti, con scarse differenze morfologiche fra le anteriori e le posteriori. Hanno una venatura abbondante in quanto le nervature longitudinali sono biforcate e sono connesse tra loro da numerose nervature trasversali. La forma è relativamente allungata, con la regione anale poco espansa. In riposo sono ripiegate a tetto sull'addome. Le zampe hanno tarsi di cinque segmenti; in alcuni Neurotteri quelle anteriori sono raptatorie.L'addome è composto da 10 segmenti, con l'urite anale atrofizzato. Le femmine sono provviste di un ovopositore abbastanza sviluppato e di spermateca in cui vengono accettati gli spermatofori del maschio all'atto della riproduzione.STADIO GIOVANILELe larve possono avere varie forme, ma prevale il tipo campodeiforme. L'apparato boccale è masticatore tipico oppure pungente-succhiante. In questo caso l'apparato boccale è un drastico adattamento funzionale e morfologico del tipo masticatore: l'apertura boccale è chiusa; le mandibole sono sviluppate in lunghezza, sottili e arcuate, e sono percorse longitudinalmente da una doccia attraverso i quali vengono aspirati i liquidi interni delle prede. In alcuni Neurotteri le larve emettono seta dai tubi malpighiani, con la quale costruiscono un bozzolo per l'impupamento.La pupa è exarata e dectica.BIOLOGIAIl caratteristico uovo di un Crisopide, sostenuto da un esile filamento, deposto in prossimità di una colonia di Afidi.Gli adulti sono predatori oppure hanno un regime dietetico vario, nutrendosi di liquidi zuccherini, di succhi vegetali, di polline e spore fungine. Hanno abitudini crepuscolari o notturne e sono mediocri volatori. Le larve sono terrestri o acquatiche e sono predatrici.In generale i Neurotteri sono considerati insetti utili per la notevole attività predatoria nei confronti di insetti dannosi. In particolare, alcuni Crisopidi sono allevati e impiegati nella lotta biologica contro Afidi e Lepidotteri dannosi. Una particolarità dei Crisopidi è che possono essere allevati con relativa facilità anche a livello domestico con pochi mezzi.SISTEMATICAL'Ordine è presente sulla Terra dal Permiano inferiore e comprende, fra quelle esistenti, circa 4000 specie conosciute.La sistematica dei Neurotteri è fra le più controverse nell'ambito degli Insecta. Lo schema adottato in questa sede segue l'impostazione di Guido Grandi, con l'identificazione del raggruppamento nel rango di ordine e la suddivisione nei due sottordini Megaloptera e Planipennia (Neurotteri propriamente detti).Fra le classificazioni alternative più accreditate s'identifica il raggruppamento dei Neurotteri nel superordine Neuropteroidea Handlirsch, 1903 (syn. Neuropterida Whiting, Carpenter, Wheeler & Wheeler, 1977), che a sua volta si suddivide in tre ordini: Megaloptera, Planipennia e Raphidioptera, questi ultimi scorporati dai Megalotteri. Secondo uno schema differente, gli stessi sarebbero da considerarsi sottordini dell'ordine dei Neuroptera.

NEUROTTERI

"Le fotografie non possono essere utilizzate in alcuna forma senza il consenso dell'autore." © Ravera Enrico www.ritrattoinnatura.com

I Ditteri (Diptera Linnaeus, 1758) costituiscono un ordine di Insetti terrestri o idrofili, frequentemente acquaioli o acquatici negli stadi preimmaginali. Sotto l'aspetto sistematico e filogenetico, i Ditteri appartengono ai Panorpoidei, la prima delle tre linee evolutive in cui si è sviluppata l'olometabolia degli Endopterigoti. Il nome fa riferimento al numero di ali di cui sono forniti questi insetti, e deriva dal greco antico (dis): due volte e (pteron): ala.L'ordine, nelle sue forme primitive, è presente sulla Terra, forse, dal Permiano, ma con prove inequivocabili dal Triassico, comprende circa 120.000 specie conosciute. La notevole varietà di ambienti colonizzati e la frequente relazione con l'Uomo, con implicazioni di carattere economico, medico ed igienico-sanitario, fanno di questo ordine uno dei raggruppamenti di insetti di maggiore importanza. Basti pensare che nell'ordine sono comprese specie che rientrano fra le più importanti piaghe a carico dell'agricoltura mondiale, specie responsabili della trasmissione di gravi e tristemente famose malattie a carico dell'uomo talora, come ad esempio la malaria, diffuse su più continenti, e infine specie ubiquitarie e commensali dell'uomo, come la comunissima mosca domestica.

MorfologiaIl grande ordine dei Ditteri, a cui appartengono mosche, mosconi e zanzare, è caratterizzato dalla presenza di un solo paio di ali, quelle anteriori. Le ali posteriori di questi Insetti si sono ridotte, trasformandosi nei bilancieri, due moncherini che garantiscono la stabilità del volo. Molte specie hanno larve acquatiche che compiono il ciclo biologico nei laghi, nei fiumi e negli stagni. Il ruolo dei Ditteri nella conservazione degli ecosistemi è importantissimo: se non ci fossero mosche e zanzare non esisterebbero le rondini, le raganelle, moltissimi pesci e tanti altri animali.

AdultoGli adulti sono insetti di piccole o medie dimensioni, mentre sono rari quelli di grandi dimensioni: solo certi ditteri delle famiglie dei Mydidae e dei Pantophthalmidae raggiungono i 95-100 mm di apertura alare. Le livree hanno colori modesti o vivaci, uniformi o variegate; talvolta ricorre l'aposematismo, come ad esempio nei Syrphidae. L'esoscheletro è di solito poco consistente. Di fondamentale importanza, ai fini tassonomici, è la presenza e la distribuzione degli annessi tegumentali, in particolare le setole.

Il capo è ben distinto dal torace, con un marcato restringimento in corrispondenza del collo. Nelle forme primitive è prognato nelle altre è tipicamente ipognato. La conformazione della capsula cranica varia sostanzialmente passando dai Nematoceri primitivi ai Ditteri più evoluti. Nei primi, la parte dorso-ventrale del cranio si prolunga in avanti, rispetto agli occhi per effetto dello sviluppo in lunghezza del clipeo e della gola (detta anche area subgenale); all'estremità distale di questo prolungamento è presente l'apparato boccale. Negli altri Ditteri il capo ha una forma subglobosa e la regione fronto-clipeale è di sviluppo contenuto presentandosi come un'area delimitata superiormente dagli occhi e dal vertice (o dai soli occhi nelle forme a capo oloptico, lateralmente dagli occhi e dalle gene o guance e inferiormente dall'apparato boccale. Nei Cyclorrhapha Schizophora, un elemento morfologico di particolare importanza è la presenza della sutura ptilinale o sutura frontale, formata dal riassorbimento dello ptilinum dopo lo sfarfallamento. L'adulto di questi ditteri, all'atto dello sfarfallamento, causano la rottura dell'involucro pupale (pupario) per mezzo del rigonfiamento di una vescicola frontale, lo ptilinum. Dopo lo sfarfallamento, la vescicola viene riassorbita nella capsula cranica e di essa resta una sutura nella regione frontale che ha una conformazione a U rovesciata. La sutura separa nettamente due regioni: quella superiore è la regione frontale, che ha continuità con il vertice, la regione orbitale e le gene; quella inferiore è detta faccia o clipeo, contiene l'inserzione delle antenne e termina inferiormente con il margine epistomale, in corrispondenza del quale si articola il labbro superiore.Gli occhi sono in genere ben evidenti, ma raggiungono un notevole sviluppo nella generalità dei Brachiceri. In questo sottordine si presentano marcatamente convessi e sviluppati fino a occupare gran parte della faccia laterale. Il vertice, compreso fra i due occhi, può talvolta ridursi ad una ristretta area decorrente dalla fronte alla regione occipitale, oppure sparire del tutto a causa del contatto diretto fra gli occhi o della loro fusione. La morfologia dell'occhio composto è caratterizzata dal notevole numero di ommatidi, dell'ordine di migliaia nei muscoidi. Gli ocelli, quando sono presenti, sono ubicati nella sommità del vertice, disposti secondo i vertici di un triangolo in un'area detta stemmaticum o triangolo ocellare. Ai fini sistematici è importante la presenza, la disposizione e la conformazione delle setole cefaliche, alle quali è associata una terminologia specifica. Le setole sono distinte in vibrisse, corte e robuste, e macrochete marcatamente più lunghe. Secondo la disposizione sono distinte in fronto-orbitali, verticali, postverticali, ocellari e postocellari.Le antenne si distinguono in due tipi morfologici fondamentali che sono alla base della distinzione fra i due sottordini e della loro denominazione. Nei Nematoceri sono pluriarticolate, di tipo filiforme o piumoso, composte da 7-15 articoli indifferenziati. Nei Brachiceri sono composte da massimo sei articoli, di cui i primi tre ben sviluppati e gli altri ridotti a formare un'appendice filiforme, detta arista o stilo; lo scapo e il pedicello sono poco sviluppati relativamente ridotti; il terzo antennomero è visibilmente più grande e sopporta l'arista.L'apparato boccale mostra, secondo i gruppi sistematici, una varietà di conformazioni riconducibili al tipo pungente-succhiante (es. Tabanidae e Culicidae), al tipo lambente-succhiante (Muscoidea) e al tipo succhiante (es. Syrphidae). La morfologia e la funzionalità sono strettamente associati al regime dietetico: il tipo pungente-succhiante ricorre nei ditteri ematofagi, quello lambente-succhiante nei ditteri glicifagi che si nutrono di soluzioni zuccherine cristallizzate, quello succhiante nei glicifagi che si nutrono fondamentalmente di nettare e polline.La peculiarità fondamentale dei Ditteri è la notevole specializzazione evolutiva raggiunta nella conformazione delle ali e nell'adattamento morfo-anatomico del torace. Fatta eccezione per le poco frequenti forme meiottere (microtteri, subatteri o atteri), i Ditteri sono tipicamente alati e usano le ali come principale mezzo di locomozione.Le tipule hanno lunghi bilancieri, ben evidenti dietro le ali.Il livello di specializzazione anatomica, morfologica e funzionale è tale da rendere in generale questi insetti formidabili volatori, con particolare riferimento all'agilità. Tutti i Ditteri sono provvisti di un solo paio di ali funzionali, quelle mesotoraciche (anteriori). Le ali metatoraciche sono invece trasformate in bilancieri. Da questo carattere deriva il nome dell'ordine, dal greco "dìpteros" che significa "a due ali". In conseguenza di questa struttura morfologica, il mesotorace rappresenta il segmento di maggiore sviluppo e complessità, mentre decisamente ridotti sono il protorace e il metatorace.I bilancieri sono organi claviformi utili per equilibrare il volo, costituiti da una porzione prossimale dilatata connessa alla percezione auditiva (da una membrana cordotonale) allungata verso una parte distale ricca di setole sensoriali. L'omologia fra ali posteriori e bilancieri è dimostrata dal mutante a quattro ali del moscerino Drosophila melanogaster, che ne è privo. Lo sviluppo dei bilancieri varia secondo il gruppo sistematico: nei Tipulidae sono sottili ma lunghi e ben visibili, ma in genere sono nascosti dalle ali nella maggior parte degli altri gruppi. Nei Calyptratae, raggruppamento che comprende i ditteri più evoluti, i bilancieri sono protetti dalla caliptra inferiore (o squama toracica), una delle due squame che formano la caliptra.Dittero tachinide, con la caliptra messa in evidenza.L'ala mesotoracica è interamente membranosa, completamente trasparente e incolore, oppure recanti pigmentazioni zonali utili ai fini del riconoscimento. La sua superficie è distinta in tre regioni: quella più sviluppata è la regione remigante, comprendente le nervature più robuste; posteriormente è presente la regione anale e, infine, nel tratto posteriore-prossimale, è presente un'espansione lobiforme detta alula. Nei Calyptratae, fra l'alula e il torace è ubicata la caliptra superiore, detta anche squama alare o tegula. Il sistema di nervature è semplificato ma è rappresentativo del sistema Comstock-Needham, che fu concepito alla fine del XIX secolo proprio per definire la terminologia specifica della morfologia alare dei Ditteri. Nei Ditteri sono perciò bene evidenti e distinte le tipiche nervature longitudinali (costa, subcosta, radio, media, cubito) e relative ramificazioni, a cui si aggiungono due nervature anali, di cui la seconda, detta anche ascellare, separa la regione anale dall'alula. Particolari differenziazioni riguardano le ramificazioni, le nervature trasversali e la forma delle cellule, sono caratteri importanti per la determinazione tassonomica.Le zampe sono di tipo ambulatorio, relativamente sottili rispetto al corpo.La morfologia dell'addome è sostanzialmente determinata dall'adattamento morfoanatomico, in entrambi i sessi, in funzione della riproduzione. In generale, i 10 uriti si riducono ad un numero inferiore di uriti apparenti per le modificazioni strutturali dei primi uriti e degli ultimi.Nella parte anteriore si verifica in genere l'atrofizzazione del primo urite e la fusione dei 2° e 3° urotergiti. Tergiti e sterniti possono essere ben distinti fra loro, ma spesso si verifica uno sviluppo differenziale per cui il tergite ricopre lo sternite fino alla parte ventrale dell'addome; il caso estremo si ha quando le espansioni del tergite si fondono ventralmente formando una struttura a tubo o ad anello.Nelle femmine, gli ultimi uriti si assottigliano e si allungano formando un apparato telescopico estroflettibile, detto ovopositore di sostituzione. A questo adattamento morfologico si accompagna spesso la sclerotizzazione delle strutture terminali dall'ottavo urite, in modo che l'ovopositore di sostituzione sia in grado di penetrare attraverso i tessuti dell'organismo che dovrà ospitare le uova e le larve.Nel maschio, gli ultimi uriti subiscono una complessa trasformazione per formare un apparato, integrato con gli organi genitali esterni, detto ipopigio. Il grado e la natura della modificazione strutturale cambiano secondo il gruppo sistematico, ma in genere si manifestano marcatamente con lo sviluppo di lobi a forcipe del IX urotergo (epandrio) e del IX urosterno (ipandrio). Talvolta si verifica una torsione lungo l'asse dell'addome, con conseguente inversione delle posizioni dell'epandrio e dell'ipandrio.Larva[modifica | modifica wikitesto]Larva eucefala di Anopheles.La maggior parte delle larve dei Ditteri vive in ambiente acquatico, all'interno di substrati organici in decomposizione, all'interno di altri organismi (funghi, animali, piante). La loro struttura morfologica presenta perciò una sostanziale semplificazione adatta ad un tipo di vita non libera.La larva dei Ditteri è riconducibile al tipo apodo, ovvero con assenza di zampe, anche se talvolta, specie nelle larve acquatiche, sono presenti appendici assimilabili a pseudopodi. Il capo è in genere privo di occhi, ha un apparato boccale masticatore modificato, antenne con massimo sei articoli, più o meno sviluppate o ridotte a papille. Il capo può essere ben distinto dal torace (larve eucefale), indistinto dal resto del corpo (microcefale), infossato nel torace (criptocefale).In base al numero e alla disposizione degli spiracoli tracheali, si distinguono i seguenti tipi di apparato respiratorio:apneustico, con assenza di stigmi;metapneustico, con un solo paio di stigmi addominali;anfipneustico, con un paio di stigmi nel protorace e uno addominale;olopneustico, con due paia di stigmi toracici e otto paia addominali.Larva microcefala di muscide.Il tipo più frequente, ricorrente nella generalità dei Brachiceri, è quello anfipneustico, mentre gli altri tipi compaiono per lo più in larve acquatiche.Le larve più familiari, caratteristiche dei Brachycera Cyclorrhapha, hanno un aspetto vermiforme, con scarsa differenziazione delle regioni del corpo (capo, torace, addome) al punto che sono comunemente denominate, impropriamente, vermi; queste larve hanno una forma cilindro-conica, più larga nel tratto addominale, apparato boccale semplificato, rappresentato da due mandibole conformate ad uncino e da una serie di scleriti cefalici interni, che formano nel complesso il cosiddetto apparato cefalo-faringeo. A differenza delle mandibole dell'apparato boccale masticatore, gli uncini dell'apparato cefalo-faringeo sono dotate di movimenti secondo un piano verticale.Le pupe dei Ditteri possono essere obtecte o exarate. Le prime hanno gli abbozzi delle ali e delle zampe visibili ma appressati al resto del corpo, in quanto il tutto è avvolto da un'unica cuticola; le seconde hanno le appendici avvolte da una cuticola propria e sono perciò staccabili dal resto.Le pupe dei Brachycera Cyclorrhapha sono riconducibili al tipo evoico (pupe coartate), in quanto si evolvono in uno pseudobozzolo, detto pupario, formato da una modificazione morfologica e biochimica dell'exuvia dell'ultimo stadio larvale. Il modo in cui avviene l'apertura del pupario, all'atto dello sfarfallamento, discerne fra due grandi gruppi sistematici, gli Aschiza e gli Schizophora. Le pupe exarate sono anche evoiche e si identificano con quelle dei Ciclorrafi. Le pupe obteche sono invece generalmente libere e prive di protezione, con esclusione di quelle dei Simuliidae, le quali sono protette da bozzoletti costruiti con detriti cementati da seta.BiologiaPupario di Ceratitis capitata.I Ditteri si riproducono generalmente per anfigonia e sono ovipari, con casi meno frequenti, se non rari, di riproduzione per partenogenesi o pedogenesi. Può ricorrere anche la viviparità e l'ovoviviparità. Lo sviluppo postembrionale è di tipo olometabolico o, in alcuni casi, ipermetabolico. Caratteristica ricorrente fra i ditteri è la notevole brevità del ciclo di sviluppo, aspetto di particolare problematicità nel caso di ditteri dannosi o nocivi, in quanto ne rende difficile il controllo in caso di avvicendamento di numerose generazioni.Le larve, tipicamente cieche, vivono nei più disparati ambienti: nel terreno, nell'acqua, nei materiali in decomposizione, nei nidi di insetti sociali e, infine, all'interno di altri organismi; meno frequente è invece la vita libera all'aperto. Fra gli organismi prevalentemente attaccati si annoverano in particolare funghi, animali e piante e il rapporto trofico con l'ospite si configura, secondo i casi, con la predazione (funghi, piante), con il parassitismo (mammiferi), con il parassitoidismo (altri insetti). Le larve micetofaghe vivono all'interno di mine scavate fra le lamelle nella carne dei corpi fruttiferi. Quelle fitofaghe vivono ugualmente all'interno di mine, scavate per lo più all'interno di foglie, frutti, steli e radici carnose, oppure all'interno di galle. Le larve zoofaghe vivono per lo più all'interno di cavità corporee oppure in posizione sottocutanea e causano infezioni dette miasi. Le larve entomofaghe, infine, vivono all'interno di larve di altri insetti e si comportano perciò come parassitoidi endofagi.Il volo stazionario dei Sirfidi è un esempio del notevole adattamento al volo dei Ditteri.Singolari sono i metodi di locomozione delle larve apode dei Ciclorrafi: queste larve, adattate a vivere all'interno di cavità, si muovono alternando contrazioni ed estensioni del corpo facendo perno sulle pareti della cavità in cui vivono, aiutandosi con gli uncini dell'apparato cefalo-faringeo e con aree ambulacrali dislocate nella parte ventrale del corpo. Quando si trovano fuori dal loro ambiente naturale sono in grado di spiccare salti usando il corpo come molla: ripiegano il corpo afferrando l'estremità caudale con l'apparato boccale, dopo di che lo rilasciano bruscamente raddrizzando il corpo saltando in seguito alla reazione della superficie di appoggio.Gli adulti sono, nella generalità dei casi, ottimi volatori: grazie alla complessa struttura anatomica e morfologica dell'apparato di volo (muscolatura diretta e indiretta, articolazione degli scleriti alari, bilancieri, sacchi aerei) la loro ala è in grado di compiere movimenti complessi che conferiscono a questi insetti una notevole agilità e velocità. Nel complesso, i Ditteri rappresentano, insieme agli Imenotteri, la più alta espressione evolutiva della funzionalità del volo negli Insetti, al punto che gli adulti di diverse specie trascorrono una parte considerevole della loro vita librati in volo. Non meno sofisticata è la funzionalità dei pretarsi, i cui annessi (unghie, empodio, arolio) consentono lo stazionamento e la locomozione su superfici di varia natura, comprese quelle estremamente lisce, come il vetro, anche su posizione capovolta.Ecco come è usato il labello dell'apparato boccale lambente-succhiante.I regimi alimentari degli adulti, in generale, sono riconducibili ad una dieta liquida: a prescindere dall'eterogeneità morfologica, gli apparati boccali sono adattati ad assumere esclusivamente liquidi, previa perforazione o, più frequentemente, presenti sul substrato alimentare. L'assunzione avviene per aspirazione nei ditteri ad apparato boccale succhiante o perforante-succhiante, oppure per risalita capillare, in quelli ad apparato boccale lambente-succhiante. Fra i Ditteri ricorrono frequentemente adulti a regime dietetico ematofago, rappresentati sia fra i Nematoceri (es. Culicidi), sia fra i Brachiceri (es. Tabanidi, Ippoboscidi, Glossinidi, Muscidi Stomoxidini). Più largamente rappresentato è tuttavia il regime dietetico glicifago. In questo caso la fonte alimentare è rappresentata dal nettare dei fiori, dalla melata dei Rincoti, dai succhi vegetali emessi da eventuali ferite, da fluidi e sostanze zuccherine di varia natura. In particolare la complessa struttura anatomo-morfologica e la funzionalità del labello dell'apparato boccale lambente-succhiante, per mezzo delle cosiddette pseudotrachee, permette a questi ditteri l'assunzione di zuccheri cristallizzati, come nel caso della melata o del miele cristallizzati o del comune zucchero. La specificità della dieta glicifaga richiede l'integrazione alimentare con fonti azotate, che frequentemente sono rappresentate da escrementi o materiali organici in decomposizione. Questo aspetto è di particolare importanza igienico-sanitaria per i ditteri commensali dell'Uomo, come ad esempio la comune mosca domestica: questo insetto, nutrendosi contemporaneamente su substrati malsani e su alimenti destinanti all'Uomo, è un possibile vettore di agenti patogeni trasmessi all'uomo attraverso gli alimenti.

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