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MACROFOTOGRAFIA.SCHEDA APOIDEI.

ORTOTTERI

FOTOGRAFIA PER PASSIONE

1 INTRODUZIONEApoidei Superfamiglia di insetti appartenente all'ordine degli imenotteri, nel quale sono comprese anche le vespe e le formiche. Esistono circa 20.000 specie di apoidei, che vanno da forme minuscole lunghe solo 2 mm a insetti grandi fino a 4 cm.2 CARATTERISTICHEGli apoidei utilizzano il polline come fonte proteica e il nettare (o a volte particolari oli essenziali) come sorgente di energia. Le femmine adulte raccolgono il polline e il nettare soprattutto per nutrire le larve, sebbene anche gli adulti si cibino di queste sostanze. Andando di fiore in fiore, esse lasciano cadere parte del polline raccolto, contribuendo così all'impollinazione crociata della pianta.3 STRUTTURA SOCIALE E ALVEAREGli apoidei si dividono in specie solitarie, che comprendono la maggior parte degli apoidei, in specie sociali, a loro volta divise nei gruppi delle api comunitarie, semisociali ed eusociali, e in api parassite.A questo gruppo appartengono gli apoidei più primitivi, che, come le vespe da cui derivano, vivono isolati. Ogni femmina costruisce la propria tana con le sue celle, ciascuna delle quali contiene una massa di polline inumidito con nettare o olio. Quando in una cella è stato accumulato abbastanza nutrimento per sostenere lo sviluppo di un uovo fino allo stadio di larva completamente sviluppata, la femmina vi depone un uovo e poi la sigilla, per dedicarsi a un'altra cella.Le api comunitarie costruiscono tane e celle analoghe a quelle delle api solitarie, tranne per il fatto che il nido (solitamente un cunicolo scavato nel terreno) viene condiviso da più api della stessa generazione. Le api semisociali e quelle eusociali primitive (in tutto più di 1000 specie, comprendenti i bombi) fanno anch'esse nidi e celle come quelle delle specie solitarie, ma la costruzione e il rifornimento di queste strutture sono spesso oggetto di collaborazione. Vivono in colonie formate da 2-7 individui della stessa generazione, uno dei quali è la regina, ossia la principale produttrice di uova, mentre le altre fungono da operaie; le colonie sono in genere temporanee e normalmente si sciolgono in autunno: la regina fecondata è l'unico individuo a sopravvivere all'inverno.Le api eusociali ('veramente sociali') vivono in grandi colonie, nelle quali coesistono femmine di due generazioni: madri (regine) e figlie (operaie); i maschi non hanno alcun ruolo nell'organizzazione della colonia, ma sono necessari per la fecondazione delle uova. Comprendenti qualche centinaio di specie, le colonie delle api eusociali sono strutture permanenti, nelle quali la regina e le caste delle operaie sono nettamente differenziate, ciascuna specializzata in una specifica attività e dipendente dalle attività delle altre per la propria sopravvivenza. Nelle colonie dei bombi e delle api eusociali, le celle sono fatte almeno in parte di cera secreta dalle api e le larve vengono alimentate aprendo le celle quando è necessario, oppure lasciandole aperte in modo che le operaie possano prendersi cura delle larve.

Le api parassite sono quelle che non costruiscono nidi propri, né cercano da sé il cibo per il proprio sostentamento, bensì usano il nido e il cibo di altre specie per accudire le forme immature. Le api parassite sono di due tipi: api cleptoparassite e parassite sociali. Le api cleptoparassite invadono i nidi di api solitarie, aprono le camere delle larve o entrano in quelle già aperte e vi nascondono le proprie uova prima che l'ospite vi deponga le sue, richiudendo poi le camere. Le forme giovanili delle api parassite si nutrono così del cibo che era stato immagazzinato dalla femmina ospite per un uovo o una larva dell'ape. Le parassite sociali, invece, arrivano a uccidere la regina ospite e a forzare le operaie della colonia a prendersi cura della giovane larva parassita. Le femmine di entrambi i gruppi di api parassite mancano delle strutture anatomiche per la raccolta del polline, in quanto non vanno in cerca di cibo sui fiori.Classificazione scientifica: Le api in senso lato costituiscono la superfamiglia degli apoidei, appartenente all'ordine degli imenotteri. Gli apoidei vengono suddivisi in un certo numero di famiglie, soprattutto in base a differenze nell'apparato boccale e in altre caratteristiche anatomico-morfologiche visibili solo in seguito alla dissezione dell'insetto. La famiglia dei colletidi, formata esclusivamente da api solitarie, differisce da tutte le altre per l'ampia glossa (lingua) smussata o bilobata; dal momento che questo è un carattere presente anche tra le vespe, esse vengono considerate gli apoidei più primitivi. I membri dell'enorme famiglia degli alictidi sono diffusi in tutto il mondo e alcuni di essi sono attratti dal sudore. La grande famiglia degli andrenidi comprende api dalla glossa breve, che costruiscono nidi nel terreno: si tratta di cunicoli con numerose ramificazioni, ciascuna delle quali termina in una o più celle. Una delle principali caratteristiche della grande famiglia dei megachilidi, distribuita in tutto il mondo, è la spazzola per trasportare il polline sulla parte inferiore dell'addome delle femmine (assente nelle forme parassite). La famiglia degli antoporidi, ampia e molto varia, è distribuita in tutto il mondo e comprende api dalla glossa lunga, collocate in tre sottofamiglie: alla prima, quella dei nomadini, appartengono api parassite; la seconda, quella degli antoforini, comprende molte specie di api dal corpo setoloso e robusto, solitamente solitarie ma a volte parassite o comunitarie; quasi tutte le specie della terza sottofamiglia, quella degli xilocopini, costruisce il nido nel legno o nei tronchi, scavando da sé la propria tana o servendosi di quelle costruite da individui di generazioni precedenti. La famiglia degli apidi differisce da tutte le altre in quanto le spazzole del polline, presenti solo sulle zampe posteriori, sono ridotte a una fila di lunghe setole che circondano uno spazio liscio sulla tibia, che costituisce il cestello del polline, o corbicula. La famiglia è suddivisa in quattro gruppi (tribù) principali. Il primo gruppo è quello degli euglossini, che vivono esclusivamente nelle regioni tropicali americane; il secondo gruppo, quello dei bombini, comprende i bombi e i parassiti sociali, appartenenti al genere Psithyrus; il terzo gruppo (meliponine) comprende api mellifere tropicali, eusociali, prive di pungiglione, di dimensioni molto variabili; il quarto e ultimo gruppo della famiglia apidi è quello degli apini, contenente un unico genere Apis, che comprende le 5 specie eusociali di api mellifere propriamente dette.

FOTOGRAFIE

APOIDEI

1 INTRODUZIONEApe mellifera Insetto sociale dell’ordine degli imenotteri, produttore di miele e cera, nonché impollinatore di numerose piante selvatiche e coltivate (alberi da frutto, noci, ortaggi e foraggio). Per queste sue funzioni l'ape mellifera viene considerata uno degli insetti più preziosi per l'uomo (vedi Apicoltura).2 ORGANIZZAZIONE SOCIALELa comunità delle api mellifere comprende tre caste strutturalmente diverse, ognuna delle quali svolge una differente funzione: la regina (femmina), il fuco (maschio) e le operaie (femmine sterili). 3 APE REGINALa regina, la sola femmina feconda della comunità, è la madre di tutti i fuchi, delle operaie e delle future regine. La sua capacità di deporre uova è sbalorditiva: spesso ne produce più di 1500 al giorno, pari a un peso globale simile a quello del suo stesso corpo. Dal punto di vista anatomico, la regina è molto diversa dai fuchi e dalle operaie. Il suo corpo è allungato, con un addome molto più voluminoso di quello di una femmina sterile. Le sue mandibole sono armate di denti affilati, mentre quelle della prole ne sono prive. Ha inoltre un pungiglione ricurvo e liscio, del quale si può servire più volte nel corso della propria vita. Le api operaie, invece, hanno pungiglioni diritti, coperti di barbe, che quando pungono restano incagliati nella carne della vittima: cercando di liberare il pungiglione, queste api si procurano delle lesioni addominali, che ne causano la morte entro breve tempo. La regina è priva degli 'strumenti di lavoro' di cui sono dotate le operaie, come i cestelli del polline, le ghiandole della cera e una ben sviluppata borsa melaria (un ingrossamento dell'esofago); la sua alimentazione è quasi esclusivamente costituita da una secrezione, la pappa reale, prodotta dalle ghiandole ipofaringee situate sul capo delle api operaie. La vita media di un'ape regina è compresa fra uno e tre anni.4 APE OPERAIALe api operaie sono sempre molto più numerose dei fuchi. In primavera, in una colonia di una regione dal clima temperato, il numero di api operaie va da 8000 a 15.000 e al principio dell'estate può arrivare a 80.000 unità. Le operaie secernono la cera, costruiscono l'alveare, lo tengono pulito e, quando è necessario, lo difendono; raccolgono l'acqua, il polline e il nettare e trasformano quest'ultimo in miele. Per tutte e tre le caste il polline rappresenta la principale fonte di proteine, grassi, minerali e vitamine necessari alla crescita nelle prime fasi dello sviluppo; una volta adulte, invece, le api possono vivere solo di miele o zucchero, cioè di una dieta basata esclusivamente su carboidrati. Oltre a raccogliere e immagazzinare il cibo per tutti i membri della comunità, le operaie sono anche responsabili della difesa della colonia. Quando l'alveare si surriscalda, si adoperano per riportarlo alla temperatura ideale ventilandolo con il battito delle loro ali, mentre quando è troppo freddo provvedono a riscaldare le delicate larve ammassandosi in prossimità delle cellette in cui queste si trovano. In questo modo mantengono la temperatura ottimale (34 °C) delle cellette per la schiusa delle uova e lo sviluppo delle larve. Le uova, deposte una per cella, si schiudono nell'arco di tre giorni. Le larve così liberate vengono nutrite con pappa reale per i primi due giorni e poi con polline e nettare o miele. Ciascuna delle centinaia di larve contenute nell'alveare deve essere nutrita più volte al giorno.Durante le prime tre settimane della loro vita adulta, le operaie limitano la propria attività alla costruzione del favo, alla pulizia delle celle, all'alimentazione delle forme giovanili e della regina, al controllo della temperatura, all'evaporazione dell'acqua contenuta nel nettare (in modo che assuma la spessa consistenza del miele) e a molti altri compiti di varia natura. Alla fine di questo periodo, le operaie assumono la funzione di bottinatrici (raccoglitrici di polline e nettare) o di difensori della colonia.Le operaie che si sviluppano all'inizio della stagione conducono una vita molto intensa che, dalla deposizione dell'uovo alla morte dell'adulto, ha una durata di circa sei settimane. Le api operaie che diventano adulte più tardi, invece, vivono più a lungo, poiché durante l'inverno non hanno altra occupazione oltre a nutrirsi e riscaldarsi. A differenza di altre specie di apoidei, le api mellifere non ibernano.5 IL FUCOIl fuco è inerme e privo di pungiglione; non ha cestelli del polline, né ghiandole della cera e non secerne pappa reale: la sua unica funzione è quella di accoppiarsi con le nuove regine. Il fuco muore immediatamente dopo l'accoppiamento, che ha sempre luogo in volo all'aria aperta. In contrasto con i primi studi sul comportamento riproduttivo dell'ape mellifera, che sostenevano che la regina si accoppiasse una sola volta nella vita, ricerche più recenti hanno stabilito che solitamente, nel giro di pochi giorni, essa si accoppia con sei o più fuchi. Gli spermatozoi mobili dei fuchi si fanno strada in un piccolo organo sacciforme, che si trova nell'addome della regina e si chiama spermateca. Qui, essi restano vitali per tutta la vita della regina. Nelle colonie di api, i fuchi sono numerosi nei mesi primaverili ed estivi, ma non appena si avvicina l'autunno le operaie li scacciano dagli alveari e li lasciano morire.6 CARATTERISTICHELa regina è in grado di controllare il sesso della sua prole. Infatti, quando un uovo passa dall'ovaia all'ovidotto, può essere o non essere fecondato dallo sperma contenuto nella spermateca: un uovo fecondato si sviluppa in una femmina – operaia o regina – mentre un uovo non fecondato dà necessariamente origine al fuco. La regina depone le uova destinate a diventare api regine in celle apposite. La pappa reale, che ha una consistenza pastosa, viene immessa nelle celle in quantità sufficienti a nutrire le larve e a evitare che esse cadano, essendo ancorate alla celletta dall’alto. Le api operaie vengono invece allevate in celle molto più piccole, disposte orizzontalmente. Poiché le future operaie sono nutrite con la pappa reale solo nei primi due giorni, le differenze anatomiche e fisiologiche esistenti fra operaie e regine sono necessariamente dovute al diverso tipo di alimentazione delle caste nel periodo larvale. Lo sviluppo della regina dall'uovo all'insetto adulto richiede 16 giorni, quello delle operaie 21 giorni e quello del fuco 24.Le api bottinatrici raccolgono il nettare da molti fiori. Entrando nell'alveare con la borsa melaria piena, la bottinatrice rigurgita il suo contenuto nella bocca di una giovane operaia, chiamata ape nutrice, che deposita il nettare in una cella ed effettua le operazioni necessarie a trasformarlo in miele. Quando il miele è pronto e ben ispessito, la cella viene chiusa con un sigillo di cera a tenuta d'aria. Queste costituiscono le provviste invernali di miele, per le quali è necessario il lavoro di operaie giovani e anziane. Il polline viene portato all'alveare sulle zampe posteriori delle bottinatrici e posto direttamente nelle celle. Il polline di ogni carico deriva in larga misura da un'unica fonte fiorale, che rende ragione dell'importantissimo ruolo delle api come impollinatrici: se, infatti, le bottinatrici volassero da una specie all'altra, il trasferimento di polline da esse operato sarebbe completamente inutile; poiché, invece, ad ogni viaggio si limitano ai fiori di una singola specie, provvedono efficacemente all'impollinazione incrociata, necessaria alla riproduzione di molte varietà di piante.7 VITA NELLA COMUNITÀLa perfezione e lo sviluppo ordinato di una comunità di api rappresentano un affascinante esempio di organizzazione della vita sociale, con compiti diversi a seconda del ruolo e dell'età delle diverse api. Al centro di tutte le attività si trova la regina, unica produttrice dei feromoni che assicurano la continuazione della vita della colonia.8 COMUNICAZIONELe api hanno un raffinato sistema di comunicazione, descritto per la prima volta all'inizio del secolo dallo zoologo austriaco Karl von Frisch. In un articolo ormai classico, pubblicato nel 1923, von Frisch descrisse il modo in cui, quando una bottinatrice scopre una nuova fonte di cibo e torna all'alveare carica di nettare, effettua una danza costituita da figure tipiche, che si ripetono invariabilmente: se la nuova fonte di cibo non è più lontana di 90 m dall'alveare, l'ape esegue una danza circolare, dapprima muovendosi di circa 2 cm e poi descrivendo un cerchio nella direzione opposta. Nell'alveare, numerose api seguono da vicino la danzatrice: in questo modo apprendono che il cibo non è lontano dall'alveare e ne identificano la natura dal profumo del nettare. Una volta terminato il rito, le altre api lasciano l'alveare e volano descrivendo cerchi sempre più ampi finché non trovano la nuova fonte. Se, invece, la nuova fonte di nettare o di polline è più lontana, la bottinatrice esegue una danza più elaborata, caratterizzata da un movimento intermittente lungo il diametro del cerchio e da un costante e vigoroso scodinzolio dell'addome. Ogni movimento di questa danza sembra avere un preciso significato: il numero di percorsi circolari completati dall'ape in un determinato intervallo di tempo informa le altre api della lontananza della fonte di cibo; il movimento lungo il diametro del percorso circolare indica la direzione della fonte di cibo; se questo percorso diritto viene compiuto verso l'alto, la fonte è in direzione del sole, se verso il basso, in direzione opposta, mentre se viene effettuato diagonalmente, le api troveranno il cibo seguendo una rotta inclinata dello stesso angolo rispetto al sole. Le informazioni fornite dalle api osservate sono talmente chiare ed evidenti, che un ricercatore addestrato è in grado di comprenderle dalla semplice osservazione.9 PROBLEMI DI SOPRAVVIVENZAPer produrre miele e cera, le api devono trascorrere la loro vita tra i fiori all'aria aperta: il loro corpo delicato è esposto al freddo e alle intemperie. Per fare fronte a questi problemi, in estate le operaie devono immagazzinare una quantità di cibo sufficiente a resistere tutto l'inverno e per un'ape anche un solo giorno di digiuno può essere letale.Le api mellifere sono soggette a diverse malattie virali e batteriche, come la peste dell'ape, una malattia contagiosa delle larve. Tra i parassiti delle api adulte si annoverano un acaro e il pidocchio dell'ape.Tra i nemici naturali, vi sono molti insetti e uccelli che predano le api mellifere. Esse sono, inoltre, vittime degli insetticidi irrorati per proteggere le coltivazioni dagli insetti nocivi.L'importanza dell'ape mellifera per l'agricoltura dei paesi industrializzati è altissima: numerose sono le specie di piante coltivate, tra cui numerosi ortaggi e alberi da frutto, che per la loro impollinazione dipendono parzialmente o completamente da questi insetti. A differenza di quello delle graminacee, infatti, il polline di queste piante è generalmente troppo pesante e appiccicoso per essere disperso dal vento. L'ape mellifera è l'unico insetto che può essere spostato e trasferito nei campi al preciso scopo dell'impollinazione.Classificazione scientifica: Le api mellifere appartengono alla famiglia degli apidi della superfamiglia apoidei, ordine imenotteri, classe insetti, phylum artropodi.

"Scheda Informativa Apoidei e Imenotteri"

APE MIELIFERA

1 INTRODUZIONEBombo Nome comune di un gruppo di insetti sociali (bombini) della famiglia degli apidi, caratterizzati da una colorazione gialla e nera e dalla presenza di peli sul torace. I bombi vivono prevalentemente nell'emisfero settentrionale, spingendosi, rispetto alle altre specie di api, in regioni più fredde. La loro resistenza a climi relativamente rigidi è resa possibile da particolari adattamenti (non ultimi i peli di copertura) che permettono di mantenere la temperatura del corpo, e in particolare dei muscoli impiegati per il volo. Rispetto agli altri apoidei, è stato osservato che i bombi spendono più tempo ed energie nella ricerca del cibo. Nonostante le numerose somiglianze fisiche e comportamentali, i bombi non si possono dire evoluti quanto le api: in essi infatti non si osserva un 'linguaggio' complesso paragonabile alla danza delle api mellifere.2 LE COLONIELe colonie dei bombi, più piccole di quelle delle api mellifere, sono analogamente abitate da tre caste di insetti: le regine, le operaie (femmine sterili) e i maschi o fuchi. Le operaie possono avere dimensioni diverse, a seconda del tipo di fiore frequentato. Sia le regine che le operaie portano i cestelli del polline sulle zampe posteriori. La fondazione di una colonia avviene quando una giovane regina fecondata lascia la colonia madre e costruisce un nido di cera nella tana abbandonata di qualche piccolo animale, ad esempio di uno scoiattolo. Il nido dei bombi consiste di una camera sferica con una sola uscita. La regina costruisce una piccola cupola di polline impastato al centro del nido e depone su di essa un certo numero di uova, sigillando il tutto con una piccola quantità di cera. Poi costruisce una coppa semisferica di cera nel pavimento dell'entrata e la riempie di nettare. La regina si posa sulle uova fino al momento della schiusa e nel frattempo si nutre con il nettare precedentemente accantonato. Le giovani larve dapprima consumano il polline sul quale erano state deposte le uova, poi vengono nutrite dalla regina attraverso una piccola apertura praticata nella loro cella. Al termine del periodo di crescita, le larve filano un bozzolo che nel giro di poco tempo si indurisce. La regina elimina, allora, ciò che resta della cella delle larve e si occupa della prole.3 SPECIE PARASSITEAlcune specie sono parassite di altri bombi. I bombi parassiti, privi di cestelli del polline, invadono i nidi di specie affini; spesso uccidono la regina e costringono le operaie ad allevare le giovani api parassite insieme alla nidiata legittima. A volte gli invasori consentono che venga accudita solo la propria prole, e quella delle api ospiti muore.Classificazione scientifica: I bombi appartengono alla famiglia degli apidi, superfamiglia apoidei, ordine imenotteri, classe insetti, phylum artropodi.

IL BOMBO

"Le fotografie non possono essere utilizzate in alcuna forma senza il consenso dell'autore." © Ravera Enrico www.ritrattoinnatura.com

GLI APOIDEI

(Apoidea Latreille,1802)