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APE MIELIFERA

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Durante le prime tre settimane della loro vita adulta, le operaie limitano la propria attività alla costruzione del favo, alla pulizia delle celle, all'alimentazione delle forme giovanili e della regina, al controllo della temperatura, all'evaporazione dell'acqua contenuta nel nettare (in modo che assuma la spessa consistenza del miele) e a molti altri compiti di varia natura. Alla fine di questo periodo, le operaie assumono la funzione di bottinatrici (raccoglitrici di polline e nettare) o di difensori della colonia.Le operaie che si sviluppano all'inizio della stagione conducono una vita molto intensa che, dalla deposizione dell'uovo alla morte dell'adulto, ha una durata di circa sei settimane. Le api operaie che diventano adulte più tardi, invece, vivono più a lungo, poiché durante l'inverno non hanno altra occupazione oltre a nutrirsi e riscaldarsi. A differenza di altre specie di apoidei, le api mellifere non ibernano.

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5 IL FUCOIl fuco è inerme e privo di pungiglione; non ha cestelli del polline, né ghiandole della cera e non secerne pappa reale: la sua unica funzione è quella di accoppiarsi con le nuove regine. Il fuco muore immediatamente dopo l'accoppiamento, che ha sempre luogo in volo all'aria aperta. In contrasto con i primi studi sul comportamento riproduttivo dell'ape mellifera, che sostenevano che la regina si accoppiasse una sola volta nella vita, ricerche più recenti hanno stabilito che solitamente, nel giro di pochi giorni, essa si accoppia con sei o più fuchi. Gli spermatozoi mobili dei fuchi si fanno strada in un piccolo organo sacciforme, che si trova nell'addome della regina e si chiama spermateca. Qui, essi restano vitali per tutta la vita della regina. Nelle colonie di api, i fuchi sono numerosi nei mesi primaverili ed estivi, ma non appena si avvicina l'autunno le operaie li scacciano dagli alveari e li lasciano morire.6 CARATTERISTICHELa regina è in grado di controllare il sesso della sua prole. Infatti, quando un uovo passa dall'ovaia all'ovidotto, può essere o non essere fecondato dallo sperma contenuto nella spermateca: un uovo fecondato si sviluppa in una femmina – operaia o regina – mentre un uovo non fecondato dà necessariamente origine al fuco. La regina depone le uova destinate a diventare api regine in celle apposite. La pappa reale, che ha una consistenza pastosa, viene immessa nelle celle in quantità sufficienti a nutrire le larve e a evitare che esse cadano, essendo ancorate alla celletta dall’alto. Le api operaie vengono invece allevate in celle molto più piccole, disposte orizzontalmente. Poiché le future operaie sono nutrite con la pappa reale solo nei primi due giorni, le differenze anatomiche e fisiologiche esistenti fra operaie e regine sono necessariamente dovute al diverso tipo di alimentazione delle caste nel periodo larvale. Lo sviluppo della regina dall'uovo all'insetto adulto richiede 16 giorni, quello delle operaie 21 giorni e quello del fuco 24.Le api bottinatrici raccolgono il nettare da molti fiori. Entrando nell'alveare con la borsa melaria piena, la bottinatrice rigurgita il suo contenuto nella bocca di una giovane operaia, chiamata ape nutrice, che deposita il nettare in una cella ed effettua le operazioni necessarie a trasformarlo in miele. Quando il miele è pronto e ben ispessito, la cella viene chiusa con un sigillo di cera a tenuta d'aria. Queste costituiscono le provviste invernali di miele, per le quali è necessario il lavoro di operaie giovani e anziane. Il polline viene portato all'alveare sulle zampe posteriori delle bottinatrici e posto direttamente nelle celle. Il polline di ogni carico deriva in larga misura da un'unica fonte fiorale, che rende ragione dell'importantissimo ruolo delle api come impollinatrici: se, infatti, le bottinatrici volassero da una specie all'altra, il trasferimento di polline da esse operato sarebbe completamente inutile; poiché, invece, ad ogni viaggio si limitano ai fiori di una singola specie, provvedono efficacemente all'impollinazione incrociata, necessaria alla riproduzione di molte varietà di piante.

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