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ANFIBI [DESCRIZIONE GENERALE ].

ANFIBI, AMPHIBIA [DESCRIZIONE GENERALE SUGLI ANFIBI URODELI , APODI E ANURA ] Ravera Enrico www.ritrattoinnatura.com

IL MONDO DEGLI ANFIBI

DESCRIZIONE GENERALE

GALLERIA

ANFIBI

ANFIBI

APPROFONDIMENTI

CONSERVAZIONE DI RETTILI E ANFIBI : 1. Sul territorio regionale, salvo quanto previsto dai commi 2, 3,4 e 6, sono vietate la cattura, l'uccisione volontaria e ladetenzione a qualsiasi fine, a tutti gli stadi di sviluppo, dellespecie di anfibi e rettili autoctoni della Lombardia compresinell'elenco di cui all'art. 1, comma 3, lettera b). Sono consentitiprelievi di anfibi e rettili a tutti gli stadi di sviluppo a scopiscientifici, di conservazione o per particolari iniziative disensibilizzazione, previa autorizzazione corredata dal progetto diricerca, di conservazione o di sensibilizzazione ai sensi dell'art.8. 2. Dal 1 ottobre al 30 giugno di ogni anno e' vietata la catturadi tutte le specie di rane. Nel restante periodo dell'anno e'consentita la cattura di rane verdi adulte della specie Rana kleptonescalenta e rane rosse della specie Rana temporaria, per unaquantita' giornaliera non superiore a trenta individui complessiviper persona, unicamente mediante l'uso delle mani libere oppure dicanne da pesca prive di amo. 3. Il divieto di cattura non viene applicato a chi preleva lespecie di rane verdi (Rana esculenta) e di rane rosse (Ranatemporaria) da allevamenti amatoriali che abbiano per finel'incremento della specie e la loro diffusione sul territorio.L'allevamento deve essere posto su terreno privato, recintato,costituito da pozze o vasche naturali o appositamente costruite eadatte allo scopo, al fine di promuovere la costruzione di ambientiidonei alla riproduzione e alla diffusione spontanea delle specie innatura. I soggetti riproduttori debbono pervenire alle zone diriproduzione spontaneamente e non possono essere preventivamentecatturati e manualmente immessi nelle pozze o vasche. Gliallevamenti, prima di potersi effettuare la cattura in deroga alperiodo di divieto, debbono essere segnalati alla provinciaterritorialmente competente, la quale detiene un registro ai fini deidovuti controlli. In tali allevamenti e' consentito un prelievo, inmodica quantita' e comunque non superiore a quindici individui pergiorno, anche nel periodo di divieto di cattura in natura. Ilprelievo e' ammesso solo per il titolare dell'allevamento, il cuinominativo e' segnalato presso gli uffici della Provinciaterritorialmente competente. La provincia competente per territoriopuo' inoltre disciplinare ulteriormente, in forma restrittiva, laconduzione degli allevamenti e la cattura in deroga ai divieti. 4. La cattura di rane non e' comunque ammessa dal tramonto allalevata del sole. 5. Gli habitat naturali indispensabili alla sussistenza dellespecie di anfibi e rettili da proteggere in modo rigoroso, compresinell'elenco di cui al comma 1, sono da considerarsi tutelati. E'vietata ogni azione dalla cui esecuzione possa derivarecompromissione degli habitat necessari alla sussistenza di talispecie. Gli interventi agronomici, forestali e di gestionenaturalistica sono di norma permessi se non costituiscono una seriaminaccia per la conservazione delle loro popolazioni. 6. Fermi restando i programmi di traslocazione di specieautorizzati ai sensi dell'art. 11 del decreto del Presidente dellaRepubblica 357/1997, i progetti di traslocazione di anfibi e rettiliautoctoni in Lombardia devono essere preventivamente autorizzatidalla Regione ed eseguiti in base alle normative vigenti in materiadi conservazione della natura. 7. I comuni, qualora nel territorio di rispettiva competenzasussistano popolazioni di anfibi in migrazione, coadiuvano eincentivano le operazioni di salvataggio svolte dai servizi divigilanza ecologica ai sensi della legge regionale n. 28 febbraio2005, n. 9 (Nuova disciplina del servizio volontario di vigilanzaecologica), o da altri soggetti competenti sul territorio.

GLI ANFIBI

FOTOGRAFIE PRESENTI NEL SITO

Sono animali anfibi, in genere caratterizzati da un aspetto superficialmente simile a quello delle lucertole, corpi sottili, il naso corto, la coda lunga e con zampe corte adatte sia per nuotare che per muoversi sulla terra ferma.Anche se i Caudati sono anfibi, alcune specie vivono solamente in un ambiente acquatico, mentre alcune, da adulte, vivono solamente sulla terra ferma. Si conoscono casi di Caudatii che mantengono le branchie anche da adulti in particolari casi di neotenia o pedomorfismo.Caratteristica unica tra i vertebrati è quella di essere in grado di rigenerare gli arti perduti, e anche altre parti del corpo.Le specie dell'ordine sono presenti in gran parte del territorio mondiale eccezion fatta per le estreme latitudini settentrionali, l'Antartide, e le isole oceaniche. È fortemente presente nel Nord e Centro America, in Europa e in Asia. Minore è la presenza nei territori del Sud America, nel Nordafrica e Medio Oriente.Le origini e le relazioni evolutive tra i tre principali gruppi di anfibi (gimnofioni, urodeli e anuri) sono materia di dibattito scientifico. Uno studio molecolare del 2005, basato sull'analisi del DNA, ha suggerito che la prima divergenza tra questi tre gruppi iniziò poco dopo la diversificazione dai sarcotterigi (pesci dalle pinne lobate) nel Devoniano (circa 360 milioni di anni fa) e prima della frantumazione del supercontinente Pangea. La brevità di questo periodo e la velocità di questa radiazione evolutiva potrebbero essere tra le cause della scaristà di fossili di anfibi vicini all'origine di questi gruppi (tutti inclusi nel gruppo dei Lissamphibia) (San Mauro et al., 2005). Tuttavia, altri studi hanno generalmente indicato un periodo più recente (Carbonifero superiore o Permiano) per la diversificazione dei lissanfibi (San Mauro, 2010; Marjanovic e Laurin, 2007).Le più antiche salamandre fossili (oltre al dubbio fossile Triassurus, del Triassico) sono Kokartus honorarius del Giurassico medio del Kirghizistan e Marmorerpeton dell'Inghilterra. Questi animali assomigliavano superficialmente a salamandre dal corpo robusto, ma erano sprovviste di alcune caratteristiche anatomiche che si sarebbero sviluppate solo in seguito. Karaurus sharovi, simile a Kokartus, del Giurassico superiore, assomigliava agli attuali rappresentanti del genere Ambystoma e, come questi, probabilmente aveva uno stile di vita fossorio.I criptobrancoidi (Cryptobranchoidea) e i salamandroidi (Salamandroidea) sono ritenuti essere sister groups. Entrambi questi gruppi sembrerebbero essere apparsi entro la fine del Giurassico, i primi rappresentati da varie forme come Chunerpeton, Pangerpeton, Jeholotriton, Regalerpeton, Liaoxitriton e Iridotriton, i secondi da Beiyanerpeton. Entro la fine del Cretaceo, quasi tutte le attuali famiglie di salamandre erano probabilmente già apparse.[senza fonte]Tutte le salamandre fossili sono considerate parte dell'ordine Caudata, anche se a volte le specie viventi sono raggruppate negli Urodela (salamandre più evolute). Di seguito è mostrato un cladogramma da Naish (2013). Numerose leggende si sono sviluppate intorno alla salamandra nel corso dei secoli, molte delle quali legate al fuoco. Questa connessione trae origine probabilmente dalla tendenza che hanno molti esemplari di salamandre a dimorare dentro tronchi marcescenti. La legenda vuole che le salamandre siano state create dalle fiamme, convinzione che ha portato a dare il nome comune "salamandra di fuoco" alla specie Salamandra salamandra .FONTE WILKPEDIA .

CAUDATI O URODELI

(Caudata Scopoli, 1777 )

La lunghezza media degli Anuri si attesta dai 35 ai 75 millimetri, ma ne esistono di molto più piccoli come di molto più grandi. Tra gli esemplari di misura più ridotta troviamo la Psyllophryne didactyla e la Eleutherodactylus iberia, rispettivamente della misura di circa 10mm e 10mm e mezzo. Mentre tra le specie più grandi di questo ordine troviamo senza dubbio il Conraua goliath, una enorme rana lunga 32 cm[4] che può arrivare, con le gambe distese, fino a 70 – 80 cm.Sono anfibi che hanno zampe posteriori molto lunghe e adattate al salto grazie alla presenza di un segmento osseo in più; si tratta infatti di un prolungamento delle due ossa (l'astragalo ed il calcagno) costituenti la "caviglia" di questi animali [4]. Hanno un corpo tozzo e compatto, una testa larga e ampia e di solito arti anteriori più piccoli rispetto a quelli posteriori. La maggior parte delle specie possiede occhi grandi e sporgenti e un grande timpano su ciascun lato della testa. La bocca è ampia e molte specie hanno una lingua appiccicosa che viene protesa velocemente per catturare le prede. La colonna vertebrale risulta corta e composta di solito da otto vertebre presacrali; queste ultime sono fissate saldamente tra di loro per concedere solo delle leggere flessioni in senso laterale e dorsoventrale, mentre quelle post - sacrali sono fuse a formare l'urostilo (il coccige)[4].La femmina è di solito più grande del maschio, ma il maschio a volte presenta arti posteriori più grossi e robusti. Spesso emettono segnali vocali importanti comprimendo i polmoni. Sono privi di coda, da cui il nome scientifico di Anura.Molte specie di rane tropicali sono tossiche o velenose. Queste specie spesso esibiscono sulla pelle dei colori molto evidenti e dal forte contrasto (rosso, giallo, blu, accompagnato da varie macchiettature nere) allo scopo di avvertire i potenziali predatori della pericolosità della loro preda (fenomeno dell'aposematismo).Tutti i rospi e le rane sono carnivori e si nutrono di prede vive (insetti e altri invertebrati acquatici e terricoli). Si cibano di prede vive, perché la loro vista è sensibile al movimento; una preda immobile non è appetibile. Incapaci di masticare o frantumare il cibo in bocca, ingoiano le prede intere. Si nutrono talvolta anche di girini.Depongono le uova in acqua e hanno un accoppiamento con fecondazione esterna. Dall'uovo esce il girino (in genere sono tra i 100 e 200, ma pochi ne sopravvivono), che compie il proprio ciclo vitale in tempi variabili tra 1,5 e 3 mesi. Alla fine della metamorfosi il girino sviluppa le zampe atte a saltare, polmoni per respirare fuori dall'acqua, perde la coda e cambia regime alimentare, passando da detritivoro a carnivoro. Dopodiché la rana adulta continua la sua vita nel ciclo vitale. I maschi della rana per attirare le femmine gracidano, emettono cioè un verso gonfiando dei sacchetti d'aria nelle guance. In genere le femmine cercano il maschio che produce il gracidio più potente per accoppiarsi e deporre le uova.Le rane utilizzano una strategia comunicativa simile a quella delle emittenti radio, dato che ognuna trasmette suoni in una banda di frequenze diversa, per evitare sovrapposizioni e per riconoscersi più facilmente. Inoltre vi è una differenziazione a seconda delle dimensioni, infatti le rane più grandi emettono grida dai suoni bassi, profondi e più diradati, mentre quelle piccole effettuano richiami più acuti e più ravvicinati.[5]Altre specie di rane, non adatte alla competizione dal punto di vista sonoro, hanno elaborato strategie diverse atte alla comunicazione: ad esempio i maschi di "L. albilabris", quando gridano, immergono una parte di essi nel fango e quindi generano un'onda che fa vibrare il terreno, oppure le femmine della raganella malaysiana per richiamare i maschi tamburellano con le zampe posteriori su una canna.Secondo le loro credenze mitologiche, i Mongoli ritenevano che la Terra fosse sorretta da una rana.Molte tribù indigene del Centro e del Sud America sono solite avvelenare le loro frecce da caccia sfregandole contro le secrezioni della pelle di alcune rane che vivono nelle foreste pluviali della regione. Queste rane, di cui esistono numerose famiglie dalle varie colorazioni, vengono in gergo indicate come "arrow frog" (Dendrobates).Appartiene a questo ordine la "rana diavolo" (Beelzebufo ampinga), anfibio vissuto nel tardo Cretaceo.FONTE WILKPEDIA .

GLI ANURI ( ANURA - WALDHEIM , 1813 )

Gazzetta Ufficiale

MINISTERO DELL'AMBIENTE